DISTRETTO DI ECONOMIA SOLIDALE RURALE - Parco Agricolo Sud Milano
La proprietà delle sementi è una questione di democrazia
Il 22 luglio si è tenuta online la commissione “Educazione e Food Policy” del Comune di Milano, a cui ha partecipato il DESR insieme ad altre associazioni, nella quale si è discusso della recente direttiva UE che ha di fatto regolarizzato le coltivazioni con sementi prodotte con tecnologia NGT di Categoria 1. (link)
Il tentativo del DESR, e di una cordata di associazioni, è quello di rendere la città di Milano “NGT free” (link).
La discussione ha messo in dubbio la capacità delle NGT di risolvere problemi nutrizionali intervenendo su singoli geni, ha criticato rappresentazioni semplificate e ha richiamato l’importanza dell’epigenetica e delle interazioni con il bioma nel determinare qualità e adattamento delle piante. È stata altresì sollevata la questione dell’obsolescenza rapida delle soluzioni a causa dell’adattamento dei patogeni.
E’ stata elevata una critica forte alla tendenza di appropriarsi della natura usando la scienza e la finanza, paragonando tale dinamica alla conquista del West e sottolineando la metafora della presa mediante il potere economico e scientifico.
Quando parliamo di agricoltura, spesso pensiamo ai raccolti, al cibo o ai prezzi. Ma c’è una domanda ancora più fondamentale: chi controlla il seme controlla il futuro del nostro sistema alimentare.
Le sementi rappresentano un patrimonio costruito nel corso di migliaia di anni grazie al lavoro di generazioni di agricoltori e comunità locali. La biodiversità agricola non è nata nei laboratori, ma nei campi, attraverso selezione, scambio e adattamento alle diverse condizioni ambientali.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito a una crescente concentrazione del mercato sementiero nelle mani di poche grandi imprese. Brevetti, diritti di proprietà intellettuale e fusioni industriali hanno modificato profondamente gli equilibri del settore. Questo ha favorito gli investimenti nella ricerca, ma ha anche sollevato interrogativi importanti sulla concorrenza, sull’accesso alle sementi e sull’autonomia degli agricoltori.
La posizione del DESR non è contro l’innovazione in quanto la ricerca scientifica va sostenuta, tuttavia, il diritto all’innovazione deve convivere con il diritto alla sovranità alimentare, alla tutela della biodiversità e alla possibilità per gli agricoltori di conservare, riprodurre e scambiare sementi come è stato fatto nei secoli.
Dobbiamo chiederci quale modello agricolo vogliamo costruire. Un sistema nel quale poche aziende decidono quali varietà coltivare e a quali condizioni? Oppure un sistema che valorizzi le varietà locali, la diversità genetica e la capacità dei territori di adattarsi ai cambiamenti climatici?
Per questo proponiamo alcune priorità:
Il cambiamento climatico rende ancora più preziosa la diversità delle colture. Avere un patrimonio ampio di varietà significa disporre di strumenti per affrontare siccità, nuove malattie e condizioni ambientali sempre più imprevedibili.
La proprietà delle sementi non è soltanto una questione economica. È una scelta che riguarda il modello di sviluppo, la sicurezza alimentare, la sostenibilità ambientale e il futuro delle comunità rurali.
Difendere la pluralità delle sementi significa rafforzare la resilienza dell’agricoltura, sostenere gli agricoltori e garantire alle future generazioni un sistema alimentare più sicuro, diversificato e sostenibile.